A conclusione delle tre giornate di studio per
la pace in Assisi, dal 18 al 20 ottobre 2002, nel Sacro Convento
di San Francesco, formuliamo come messaggio finale i seguenti
punti:
1. DISARMO E SVILUPPO
A differenza dello smantellamento delle armi
convenzionali, il processo di disarmo nucleare offre la possibilità
di convogliare risorse nuove per contrastare la fame e la
povertà nel mondo.
Grazie agli accordi di disarmo nucleare, la conversione dell'uranio
militare già in atto offre l'occasione storica per
avviare un consistente programma di sviluppo.
2. SICUREZZA DELLE NAZIONI
E PACE NEL MONDO
La conversione in nuove risorse economiche degli
strumenti di distruzione di massa a cominciare dalle testare
nucleari in disarmo, si ridurrebbe il rischio di apocalissi
di impatto planetario e creerebbe una nuova mentalità
per la sicurezza e la difesa dei popoli.
3. CONVERSIONE NUCLEARE
La quantità di energia estraibile dall'uranio
militare (circa 1.000 tonnellate di HEU-Highly Enriched Uranium)
è almeno pari all'elettricità consumata dall'intera
popolazione mondiale in un anno. Le attività di conversione
già operative con le metodologie disponibili, che hanno
permesso la conversione delle prime 6.000 testate nucleari,
devono progredire così da condurre alla eliminazione
degli arsenali nucleari.
4. IL DIVIDENDO ECONOMICO
DELLA PACE
Il dividendo economico proveniente dalla conversione
dell'uranio corrisponde, per il programma in corso, a circa
20 miliardi di USD, che potranno anche raddoppiare proseguendo
sulla stessa strada.
Esistono altri aspetti del dividendo della pace, non facilmente
quantificabili ma indubbiamente rilevanti come: la riduzione
dei costi di stoccaggio e la riduzione del rischio di proliferazione
5. LO SVILUPPO NEL MONDO
Lo studio elaborato dagli esperti consentirebbe
uno sviluppo dei popoli, permettendo loro di interagire in
modo armonico e costruttivo con le sollecitazioni e i cambiamenti
provenienti dall'ambiente circostante, soprattutto nell'era
della globalizzazione, costituendo un vasto programma contro
la fame e la povertà di centinaia di milioni di uomini,
donne e bambini.
6. IL COME AGIRE
Per fare in modo che la destinazione del dividendo
sia effettivamente finalizzata allo sviluppo, occorre definire
ed attuare un complesso di pressioni tali che i Governi non
possano sottrarsi alla proposta. Occorre agire a livello dei
Governi dei Paesi direttamente interessati alla realizzazione
della conversione dell'uranio militare, poiché essi
per primi possono destinare il dividendo a finalità
di sviluppo. Bisogna inoltre favorire la "persuasione
reciproca" fra Governi, che sono sovrani ma interdipendenti
e che devono inserire la questione del dividendo della conversione
nucleare nel quadro più generale delle loro relazioni
politico-economiche. Occorre altresì costituire un'apposita
Agenzia Internazionale.
Per gli aspetti operativi si dà conto nel documento
degli Esperti.
7. UNA PRIMA PROPOSTA ITALIANA PER LO SVILUPPO
L'esperienza degli economisti, degli studiosi
e delle stesse persone comuni porta a ritenere che il crescente
divario tra Nord e Sud del mondo anziché diminuire
vada aumentando, nonostante 50 anni di lotta sistematica al
sottosviluppo.Si tratta di valorizzare un tipo di sostegno
- soprattutto nel Sud del mondo - basato su interventi di
sviluppo nella forma di microprogetti, che hanno già
dato risultati più concreti di quelli prodotti dai
grandi interventi. Lo dimostrano i microprogetti portati avanti
con successo dai missionari, dalle ONG ed ora anche da alcune
istituzioni internazionali.
Pure a questo proposito maggiori dettagli si ritrovano nel
documento degli Esperti.
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Prof. Giovanni Conso
Pres.Em.Corte Costituzionale
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Padre Vincenzo Coli
Custode Sacro Convento
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Ing.Giuseppe Rotunno
Presidente del Summit
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Prof. Francesco Bistoni
Magnifico Rettore Università Perugia
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Assisi, 20 ottobre 2002